DRAGSTER RITORNO AL FUTURO.
“Strano, mostruoso, esagerato, ma chi lo userà?, con quel muso, con quello scarico, con quel telaio, chi lo vorrà?”
Sono solo alcune delle esclamazioni colte tra la folla, metabolizzate analizzate e motorizzate, che Italjet udì dieci anni fa, nel 1995, alla Fiera del Ciclo e Motociclo a Milano durante l’esibizione del prototipo di Dragster 50cc esposto sulla pedana girevole dello stand. La casa bolognese presentava un orgoglioso divertissimo- tecnologico-estetico-modaiolo-corsaiolo Dragster. Uno scooter con telaio a traliccio a vista chiamato Dragster perché solo cosi poteva chiamarsi.
Invece a distanza di dieci anni non solo il Dragster continua ad esistere e ad essere richiesto e guardato con stupore, ma, a sua lode, ha nel globo una serie di fan club altrettanto esagerati e originali: si veda ad esempio il sito www.italjetdragster.com di Paul Robinson.
Robinson creò il sito nel 2000 dedicandolo a tutti i possessori di Dragster assicurandoli che avrebbero trovato tra le sue pagine informazioni su come “truccarlo”, ridisegnarlo, e rivestirlo secondo la propria personalità. Il mito Dragster, considerato come lo scooter per le nuove generazioni, lo scooter come nessun altro, e quale simbolo di una new wave molto new age insomma ha dato origine ad una filosofia scooteristica dove si perde il numero di gadget tra t.shirt, pins e altro.
Non solo, il Dragster è sbarcato anche in Silicon Valley dove l’azienda leader del settore dei video games, ha inserito il Dragster in un proprio gioco dove gli appassionati possono smarrirsi o accanirsi in infinite dispute fuggendo o inseguendo il nemico a bordo di un virtuale e fiammante scooter della casa bolognese.
Oggi dunque rieccolo, più esuberante che mai, a promettere prestazioni da tempi moderni ma soprattutto emozioni ed emozioni.
Tartarini e Ferrandino lo hanno rivoluto riscattandolo in tutta la sua carica, accessori e parti di ricambio connessi, perché riconosciuto come lo scooter che nel tempo e nonostante le flessioni e le riflessioni del mercato e dei consumatori è rimasto un cult e come tale reso immortale.
Riecco dunque il Dragester nelle cilindrate 50 cc ad iniezione, 125 4 tempi e 250 4 tempi .per stupire, sbalordire e coccolare, sì coccolare gli appassionati di miti e mostri di leggende e realtà metropolitan-scooteristiche nella sua livrea e, con filo d’immaginazione, in quella che vorranno dargli o personalizzarsi i fans che dall’Europa o dai paesi del Sol Levante hanno finalmente un simbolo che li unisce.

 
 
   
 

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